Un libro non si giudica dai suoi risguardi. O forse sì?

Quando apriamo un libro, la prima e l’ultima cosa che incontriamo sono i risguardi – in inglese endpaper. Dei fogli piegati in due, da un lato incollati all’interno della copertina, dall’altro liberi di essere la prima e l’ultima facciata.

I risguardi – in inglese endpaper – tengono insieme il corpo del libro con la sua copertina. Al tempo stesso, li separano e proteggono il volume, come delle fodere.

A volte i risguardi possono essere qualcosa di più di un semplice elemento di legatoria. Colorati, decorati o illustrati, costituiscono il momento di passaggio dall’esteriorità del libro al suo interno; dalla prima impressione al contenuto.

Come uno scrigno: dalla prima impressione al contenuto. Photo credit: State Library of NSW.

Risguardi marmorizzati

I primi risguardi decorati vengono realizzati con un’antica tecnica detta ebru (parola turca che significa “nuvola”). Nata in Asia Centrale e diffusasi lungo la Via della Seta, l’ebru consiste nel creare disegni che galleggiano, e poi catturarli con un foglio. L’artista deposita sulla superficie di una vasca colma di una soluzione acquosa dei pigmenti oleosi. Quindi tira e modella i colori, che fluttuando si espandono. Una volta terminato il disegno, adagia un foglio sulla superficie e imprime così l’immagine sulla carta.

Questa tecnica di decorazione della carta si diffonde ben presto anche in Europa, dove prende il nome di “marmorizzazione”. A partire dal Settecento i risguardi marmorizzati diventano incredibilmente popolari. I motivi decorativi sono molto diversi tra loro.

La tecnica della marmorizzazione richiede diversi anni di studio e un’incredibile precisione nei movimenti: una minima esitazione o un lieve tremolio delle mani possono distruggere l’intera opera in men che non si dica.

Risguardi stampati

Col tempo, il processo di marmorizzazione si meccanicizza. Per la decorazione degli endpaper vengono introdotti nuovi pattern, realizzati a stampa. All’inizio, si tratta soprattutto di motivi floreali, che possono essere appena abbozzati, oppure ben elaborati sulla base di erbari e libri di botanica. Si diffondono anche motivi geometrici e risguardi colorati a tinta unita.

Un risguardo decorato con un motivo floreale. Dal libro London Town: una guida a misura di bambino alle meraviglie di Londra.

Risguardi illustrati

Successivamente, nei risguardi compaiono le illustrazioni. Alcuni endpaper d’apertura anticipano gli episodi del libro, per stuzzicare la curiosità del lettore.

Il risguardo della novella Undine, di Friedrich de la Motte Fouqué. L’illustrazione è di Arthur Rackham.

Altri risguardi mostrano mappe reali o fantasiose che aiutano a orientarsi nella narrazione.

La prima mappa “ufficiale” della meravigliosa terra di Oz.

 

La mappa del risguardo d’apertura di The Rumblewick Letters illustrato da Sarah Warburton e Hiawyn Oram per Orchard Books (2006). Photo Credit: Sarah Warburton.

Altri ancora suggeriscono visivamente il tema del libro o l’ambientazione della storia, in modo che il lettore si ritrovi fin da subito immerso nell’atmosfera giusta.

Nel risguardo d’apertura di The Bases of Design di Walter Crane, le muse delle arti accompagnano il lettore all’interno del libro. Photo Credit: Yale University Library.

 

L’endpaper dell’illustratore James Hodgson per Bedtime Rhymes (1977, Ladybird Books). Photo Credit: Helen Day.

Oggi, i risguardi sono molto vividi e creativi negli albi illustrati e nei libri per bambini, dove spesso costituiscono parte integrante del racconto.

Il risguardo d’apertura di Ah-Ha to Zig-Zag: 31 Objects from Cooper Hewitt, Smithsonian Design Museum: una guida per bambini agli oggetti del museo del design Cooper Hewitt. L’illustrazione è di Maira Kalman.

Nelle edizioni speciali, i risguardi d’apertura sono una piacevole sorpresa e quelli di chiusura sono un’opportunità per raccontare qualcosa che vada oltre la fine del libro, o per congedarsi dal lettore in modo creativo.

L’endpaper di apertura per la 150esima edizione di “Little Women” della Little Brown. L’illustrazione è di Shreya Gupta.
L’endpaper di chiusura di Little Women. Come racconta Shreya Gupta in un articolo per lo Spine Magazine:
“The endpapers were done at the end, because I wanted to do them after I had read the entire book which I was doing as I was sketching the header illustrations. I wanted to do a story telling concept for them, and suggested the idea of showing the homes of the March sisters. At the beginning of the story, the sisters are poor but still happy, but at the end they have inherited a mansion from their aunt and are very happy with their own families. I continued the flower pattern on to the end papers, and on the front one a few are blooming, but in the end one they are in full bloom.”.

#risguardami

I risguardi sono prima dell’inizio e oltre il finale dei libri. Che siano antichi e marmorizzati, oppure moderni e decorati o illustrati, ogni volta raccontano una loro storia, che può essere o non essere la stessa del libro che proteggono, ma è sempre la storia degli artisti che li hanno realizzati. Non si giudica un libro dalla copertina. Ma, quando ci sono, forse, dai suoi risguardi sì.

Sul mio profilo instagram (@afilorefe), ho iniziato a raccogliere gli endpaper che incontro. Se volete dare un’occhiata, l’hashtag da seguire è #risguardami.

Risguardi per sognare. Un endpaper dell’illustratrice Sarah Warburton per Mabel and Me.

Per scoprirne di più

Se volete esplorare la storia e i pattern decorativi dei risguardi, potete esplorare la mostra virtuale del centro culturale Salem Athenaeum: Under the Covers: the Hidden Art of Endpapers. Per gli appassionati e per i collezionisti, esiste perfino un gruppo Facebook: WeLoveEndpapers.

 

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