Covid-19. Un piccolo dizionario

Paolo Cornaglia Ferraris ha curato per Laterza un piccolo dizionario di ciò che sappiamo su COVID-19 (l’acronimo dell’inglese “COronaVIrus Disease – 2019”). L’ebook è scaricabile gratuitamente dal sito della casa editrice: lo trovate qui. È sufficiente registrarsi, e poi scegliere tra formato mobi, epub o pdf. [Per gli altri libri in regalo in questo periodo di solidarietà digitale, potete dare un’occhiata qui].

Ferraris (nato a Cagliari nel 1952) è un medico specializzato in ematologia e oncologia pediatrica. Ha scritto diversi libri-denuncia contro la malasanità italiana. Il più noto è il bestseller Camici e pigiami (Laterza, 1999). Da allora “fu un mare di guai”, come ha raccontato durante un’intervista con Giuseppe Laterza: undici processi per diffamazione, un licenziamento e la minaccia di essere radiato dall’albo. Nel frattempo, a Genova, Ferraris ha gestito un piccolo ambulatorio gratuito “appena sopra Via del Campo”, dedicato a bambini immigrati non regolari, privi di assistenza pediatrica e odontoiatrica.

L’intervisa a Ferraris per #casalaterza, in diretta su instagram lunedì 20 aprile 2020 [Credit: [Credit: @EditoriLaterza]

 

Covid-19. Un piccolo dizionario


Il dizionario su Covid-19 si divide in tre parti
: una premessa, il vero e proprio vocabolario e una cronologia della pandemia.

Come si legge nelle prime pagine, il libro vuole essere “Uno strumento per aggiornare lo stato delle conoscenze accreditate dalla comunità scientifica […] Alcune delle voci qui raccolte potrebbero modificarsi nelle prossime settimane, mano a mano che la ricerca sul COVID-19 fornirà ulteriori risultati confermati da più laboratori di ricerca. Ci impegniamo ad aggiornare questo dizionario di conseguenza.

Covid-19. Un piccolo dizionario. [Credit: Laterza]

Si tratta dunque di un progetto in divenire e in continuo aggiornamento, che segue da vicino la realtà dei fatti e la loro evoluzione. Da Assistenza domiciliare a Virus, passando per Distanziamento sociale, Fake news, Immunità di gregge…

La cronologia a conclusione del libriccino (circa un centinaio di pagine) ripercorre le tappe essenziali della diffusione del virus e della sua comprensione. Riporta le dichiarazioni di politici, medici e ricercatori, ed è scandita dai rapporti dell’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità).

La cronologia è suddivisa in sezioni: Cina; Reazioni alla pandemia nei paesi al di fuori della Cina; Cronache italiane. Si interrompe col decreto del 2 aprile 2020, “ma certamente non finisce qui.”.

 

Quindi, cosa sappiamo su COVID-19?


Un coronavirus. [Credit: Alissa Eckert, MS, Dan Higgins, MAMS]

 

  • Il virus SARS-CoV-2 ha origine animale, e proviene dai pipistrelli.

  • Siamo di fronte a una pandemia: un’epidemia diffusa in tutto il pianeta.

  • La maggioranza degli infetti guarisce. La mortalità è elevata tra gli anziani.

  • Al momento non ci sono farmaci o vaccini che abbiano dimostrata efficacia.

  • Un contagiato non è necessariamente un malato; in diversi casi, può essere asintomatico.

  • Il contagio è rapido; avviene per inalazione o contatto con goccioline infette. Il periodo di incubazione va da 2 a 14 giorni.

  • Per avere un quadro dettagliato, per la gestione della situazione di emergenza e per la prevenzione, sono istituzioni di riferimento: l’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) e, in Italia: l’ISS (l’Istituto Superiore di Sanità) e la Protezione Civile.

 

Sappiamo alcune cose. Ma non tutto, e neppure abbastanza.


Conosciamo le caratteristiche del virus, ma non abbiamo ancora un quadro completo dei meccanismi della pandemia.

Nel dizionario, Ferraris spiega quali siano le domande importanti. E là dove – per il momento – non è possibile rispondere, ci ricorda che dobbiamo ammetterlo con estrema onestà, e comportarci di conseguenza. Si legge, per esempio, alla voce Recidiva:

Cosa sappiamo sulla possibilità che chi ha contratto il virus torni ad averlo in un secondo tempo? Niente.

Ad oggi, dunque, non è possibile fare previsioni relative all’immunizzazione.


Su cosa possiamo riflettere?

 

Dal dizionario emergono e ritornano alcuni importanti spunti di riflessione. Riassumo di seguito, in cinque punti, quelli che mi sembrano i nodi centrali:

B come Big data: l’epidemia sta autorizzando controlli sempre più serrati e la raccolta di un’enorme quantità di dati sui comportamenti delle persone.

Come tutelare la privacy?

C come Comunicazione:
a) Le comunicazioni ufficiali sono state inizialmente rapide, ma confuse: ci siamo trovati di fronte a opinioni contrastanti e contraddittorie, e a un certo gusto per la drammatizzazione da parte dei media.
b) Secondo Newsguard (un servizio che valuta l’affidabilità delle fonti di notizie sul web e lotta contro la cattiva informazione), la maggioranza delle informazioni su Covid-19 condivise sui social proviene da siti di notizie false.

Come possiamo comunicare in modo efficace e proteggerci dalle fake news?

P come Previsione: gli studi sui coronavirus erano in corso da lunghi anni, e la comunità scientifica era allerta. La ricerca gioca un ruolo fondamentale nella previsione e nella prevenzione, e quindi nella lotta alle epidemie.

Q come Quarantena: “vale il principio che l’isolamento e la quarantena sono costituzionali quando il governo dimostra con prove chiare e convincenti che mezzi restrittivi proteggono la salute pubblica”. Ma “è necessario attuare leggi sulla salute pubblica che enfatizzino il supporto piuttosto che le restrizioni”.

S come Sistema sanitario nazionale: citando le parole di alcuni sanitari dell’Ospedale di Bergamo, Ferraris spiega che “le cure a domicilio e le cliniche mobili evitano movimenti inutili, rallentano la pressione sugli ospedali” e permettono di ridurre il contagio.

Dobbiamo ripensare un sistema sanitario (ripulito da corruzione e sprechi) centrato sul domicilio, che tuteli i pazienti, gli operatori sanitari e le famiglie?


In conclusione


Il piccolo dizionario è uno strumento onesto (e chiaro) di lettura della realtà ai tempi di Covid-19. Ci invita a riflettere sui fatti e a prendere atto di ciò che sappiamo e di ciò che non sappiamo. A partire da questa consapevolezza, ci incoraggia a guardare ai cambiamenti in corso, a contestualizzarli e a guidarli verso qualcosa di costruttivo.

 

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